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Palazzo Braschi celebra il paesaggio storico romano con una mostra che attraversa cinque secoli di arte

25/11/2025

Palazzo Braschi celebra il paesaggio storico romano con una mostra che attraversa cinque secoli di arte

Dal prossimo autunno, le sale del Museo di Roma a Palazzo Braschi ospiteranno un’esposizione che intende restituire alla città uno dei suoi patrimoni più complessi e affascinanti: i giardini storici. “Ville e Giardini di Roma: una Corona di Delizie”, aperta dal 21 novembre 2025 al 12 aprile 2026, propone uno sguardo lucido e allo stesso tempo sorprendente sulla rappresentazione degli spazi verdi romani dal Rinascimento al Novecento, attraverso un corpus di opere in gran parte poco conosciute.

Le ville come specchio del potere e laboratorio estetico degli artisti

La mostra nasce da una ricerca che intreccia arte, storia e urbanistica. Il comitato scientifico internazionale — composto da studiosi di primo piano — ha selezionato quasi 190 opere che consentono di leggere i giardini romani come forme mutevoli, specchio delle vicende politiche e culturali che hanno segnato la città.

Le prime sezioni permettono di osservare le ville del Cinquecento, dove nostalgia dell’antico e sperimentazione architettonica convivono in modo armonico. Il Seicento introduce invece un linguaggio diverso, legato alla rappresentazione del potere ecclesiastico e nobiliare, fatto di giardini ordinati secondo assi prospettici e geometrie rigorose. Il percorso prosegue con le ville del Settecento, quando Roma vive una fase di passaggio tra le ultime manifestazioni del lusso aristocratico e un gusto più misurato.

Poi arriva l’Ottocento, con l’impatto delle trasformazioni urbanistiche seguite all’elezione di Roma a capitale del Regno: una fase drammatica per molti complessi storici, demoliti o radicalmente ridimensionati. Il Novecento offre un’altra prospettiva ancora, tra propaganda, nuovi assetti del verde pubblico e interpretazioni artistiche che documentano un paesaggio già profondamente cambiato.

Un percorso immersivo tra mappe, stampe e opere inedite

L’allestimento punta molto sull’esperienza del visitatore. L’apertura con una grande mappa interattiva consente di collocare immediatamente le ville nel tessuto urbano, mentre le sezioni successive offrono un dialogo continuo tra opere famose, disegni preparatori, incisioni rare e manoscritti che rivelano aspetti inattesi di giardini ormai scomparsi.

La Sovrintendenza Capitolina ha scelto di rafforzare anche gli strumenti inclusivi: percorsi tattili, audiodescrizioni, visite guidate specializzate per non vedenti e ipovedenti, incontri con interpreti LIS. Questo approccio amplia il senso stesso della mostra, trasformandola in un luogo in cui la conoscenza non rimane isolata entro confini rigidi, ma si apre a pubblici differenti.

Le opere provenienti da collezioni italiane e straniere, unite ai prestiti di Roma Capitale, contribuiscono a costruire un quadro ricco e stratificato, che permette di intuire quanto il paesaggio verde romano sia stato un protagonista silenzioso della storia della città, capace di modellare il suo aspetto ma anche il suo immaginario.