Occupazione agricola in aumento nel Lazio: i dati Inps e la risposta delle istituzioni regionali
di Redazione
24/11/2025
La pubblicazione dei dati Inps dedicati al lavoro agricolo ridisegna la mappa delle regioni italiane più dinamiche nel settore, con il Lazio che conquista una posizione di rilievo grazie a un incremento del 7,6% degli operai agricoli dipendenti nel 2024. La crescita supera nettamente la media nazionale e quella dell’area centrale, evidenziando un andamento che non può essere liquidato come oscillazione congiunturale, perché coinvolge distretti produttivi diversi e territori che, per caratteristiche e vocazione, vivono dell’equilibrio tra tradizione e innovazione.
Imprese più strutturate e investimenti che iniziano a dare risultati
L’assessore Giancarlo Righini interpreta l’aumento dell’occupazione come il segnale più evidente di una stagione di rinnovata vitalità del comparto agricolo regionale. Le aziende hanno scelto di rafforzare l’organizzazione del lavoro, puntando su stabilità e programmazione, in una fase in cui l’intero mondo agricolo è chiamato a confrontarsi con trasformazioni ambientali, richieste di sostenibilità e un mercato sempre più esigente sul piano qualitativo.
La strategia della Regione punta ad accompagnare questa crescita con interventi che privilegiano innovazione e competitività, senza trascurare un tema che da tempo rappresenta un nodo critico: il ricambio generazionale. Le misure indirizzate ai giovani agricoltori, insieme agli incentivi nazionali promossi dal ministro Lollobrigida, intendono creare condizioni favorevoli per nuove imprese e per la continuità di quelle esistenti.
La dimensione sociale del lavoro agricolo: contrasto allo sfruttamento e valorizzazione delle competenze
Il dato occupazionale, osserva l’assessore Giuseppe Schiboni, va letto anche attraverso la lente della legalità, perché l’aumento dei lavoratori regolari coincide con un percorso di progressiva emersione dal sommerso. Il potenziamento dei Centri per l’Impiego, la realizzazione del progetto Soleil e il consolidamento dei tavoli interistituzionali dedicati alla prevenzione del caporalato stanno incidendo sul modo in cui il lavoro agricolo viene organizzato e monitorato.
La Regione affianca queste azioni a un investimento significativo nella formazione, elemento indispensabile per sostenere le imprese nella transizione verso sistemi produttivi più tecnologici e sostenibili. L’aggiornamento continuo delle competenze resta, per entrambi gli assessorati, il presupposto affinché la crescita occupazionale non sia episodica ma parte di un processo più ampio, capace di rafforzare uno dei comparti chiave dell’economia regionale.