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Metropolitana sotto osservazione: due arresti e una strategia silenziosa di contrasto all’illegalità

02/02/2026

Metropolitana sotto osservazione: due arresti e una strategia silenziosa di contrasto all’illegalità

Il controllo del territorio, quando è strutturato e continuo, non si esaurisce nella presenza visibile delle divise, ma diventa il primo tassello di un lavoro investigativo più ampio, capace di intercettare dinamiche criminali meno evidenti. È su questo doppio livello, operativo e investigativo, che si innestano gli ultimi due arresti effettuati dalla Polizia di Stato all’interno della metropolitana di Roma, in due contesti diversi ma accomunati dalla stessa logica di intervento tempestivo e mirato.

Le operazioni si collocano in un quadro di attenzione crescente verso le infrastrutture di trasporto pubblico, luoghi ad alta densità di passaggio in cui fenomeni di microcriminalità e spaccio tendono a mimetizzarsi nella quotidianità dei flussi urbani.

Spaccio nei pressi della stazione Termini

Il primo intervento è stato condotto dagli agenti del Nucleo PolMetro dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, a seguito di alcune segnalazioni relative al consumo di sostanze stupefacenti nei bagni adiacenti ai tornelli della fermata metropolitana di Termini. La presenza costante degli operatori sulle banchine e nelle aree di accesso ha consentito di verificare le informazioni ricevute e di circoscrivere l’area di interesse investigativo.

L’attenzione si è concentrata su un trentacinquenne di origine senegalese, notato mentre si muoveva con frequenza sospetta da uno stabile di via Giovanni Amendola. La successiva perquisizione personale e domiciliare ha portato al rinvenimento di circa cento dosi di crack, accompagnate da un bilancino di precisione e da materiale per il confezionamento, elementi che delineano un’attività di spaccio strutturata e non occasionale.

All’interno dell’abitazione sono stati inoltre sequestrati quattro telefoni cellulari e un tablet, dei quali l’uomo non ha saputo indicare la provenienza. Per questo motivo, oltre all’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è scattata anche la denuncia all’Autorità giudiziaria per ricettazione.

Furto aggravato sventato alla fermata Eur-Fermi

Il secondo episodio si è verificato poche ore dopo alla fermata metropolitana Eur-Fermi e ha avuto origine dall’intuito di un agente del IX Distretto Esposizione, libero dal servizio. L’operatore ha notato un gruppo di persone stazionare nei pressi dei tornelli, scambiandosi segnali d’intesa e osservando con attenzione i passeggeri in attesa.

La dinamica del tentativo di furto si è sviluppata in pochi istanti: dalla presenza del cosiddetto “palo” all’individuazione dello zaino di una donna ferma sulla banchina. L’intervento immediato dell’agente, che si è qualificato e ha richiesto il supporto di una pattuglia, ha interrotto l’azione sul nascere. Il giovane colto in flagranza, un ventiquattrenne di origine rumena, è stato arrestato e risponde ora dell’ipotesi di furto aggravato.

Prevenzione e indagine: un modello integrato

I due arresti rappresentano l’espressione concreta di una strategia definita “a doppio binario”, nella quale l’attività di prevenzione non si limita alla gestione dell’emergenza, ma alimenta un lavoro investigativo più profondo. Gli episodi intercettati diventano così punti di partenza per ricostruire reti, collegamenti e modalità operative più ampie, con l’obiettivo di neutralizzare forme di illegalità che spesso si muovono sotto la soglia della visibilità.

Si precisa che le evidenze descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, per entrambi gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.