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“Lazio senza glutine”, una strategia regionale per salute, sicurezza e inclusione

03/02/2026

“Lazio senza glutine”, una strategia regionale per salute, sicurezza e inclusione

La Regione Lazio compie un passo strutturato e politicamente rilevante nella tutela delle persone affette da celiachia, avviando il progetto “Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione”. Un programma articolato che mette a sistema politiche sanitarie, sicurezza alimentare e inclusione sociale, promosso dalla Regione insieme ad Arsial, in collaborazione con Associazione Italiana Celiachia Lazio, e attuativo della Legge Regionale n. 7 del 26 giugno 2025.

La normativa segna un cambio di passo netto: per la prima volta nel Lazio viene delineato un quadro organico di interventi dedicati a una patologia che interessa oltre 26.800 cittadini diagnosticati, collocando la regione al secondo posto in Italia per numero di persone celiache. La celiachia entra così a pieno titolo tra le priorità regionali, non solo come tema sanitario, ma come questione di diritti, qualità della vita e accesso sicuro all’alimentazione.

Il ruolo di Arsial e la rete territoriale

All’interno di questo impianto, Arsial assume una funzione centrale di coordinamento e attuazione. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete stabile tra istituzioni, mondo della ristorazione, formazione professionale e filiere agroalimentari, rendendo il Lazio un territorio sempre più consapevole e accogliente per chi deve seguire una dieta senza glutine.

Secondo Giancarlo Righini, assessore regionale all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio, il progetto rappresenta un investimento che tiene insieme salute pubblica e sviluppo economico, rafforzando la qualità dell’offerta alimentare e valorizzando le produzioni e la ristorazione del territorio. Una visione che lega la tutela dei cittadini alla crescita di competenze e professionalità lungo tutta la filiera.

Sulla stessa linea il presidente di Arsial Massimiliano Raffa, che definisce la legge regionale sulla celiachia un passaggio decisivo nelle politiche di inclusione. “Lazio senza glutine” nasce per tradurre i principi normativi in azioni concrete, costruendo un sistema regionale più preparato, capace di garantire sicurezza alimentare, formazione qualificata e migliori condizioni di vita per le persone celiache.

Formazione, informazione e investimenti mirati

Il progetto prende avvio operativo in provincia di Frosinone, con il primo corso di formazione presso l’IPSSEOA di Ceccano, e si svilupperà su scala regionale tra gennaio e luglio 2026. L’investimento complessivo ammonta a 190.000 euro, finanziati attraverso le risorse previste dalla legge regionale per il triennio 2025–2027.

Le azioni previste delineano un intervento multilivello: percorsi formativi dedicati a ristoratori e operatori del settore alimentare, attività negli istituti alberghieri, convegni medico-scientifici accreditati ECM, una campagna istituzionale di comunicazione e iniziative di sensibilizzazione diffuse sul territorio. Un approccio che riconosce nella formazione e nell’informazione strumenti decisivi per ridurre i rischi, aumentare la consapevolezza e migliorare l’accoglienza.

“Lazio senza glutine” si inserisce così in una strategia più ampia che intreccia salute, agrifood e inclusione, chiamando ristoratori, professionisti e istituzioni a un ruolo attivo. Un modello che punta a rendere il Lazio una regione più sicura, informata e attenta ai bisogni reali delle persone.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to