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“L’arte per la storia”, a Roma la presentazione del volume su Mirko Basaldella e le Fosse Ardeatine

24/03/2026

“L’arte per la storia”, a Roma la presentazione del volume su Mirko Basaldella e le Fosse Ardeatine
Comune Roma

Il 27 marzo alle ore 17.30, presso l’Hub Culturale Moby Dick di via E. Ferrati 3, Roma ospiterà la presentazione del volume L’arte per la storia. Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine, con testi di Andrea Zannini, professore di Storia Moderna all’Università di Udine, e fotografie di Luca Laureati. L’appuntamento si inserisce nel programma delle iniziative promosse da Roma Capitale per l’ottantaduesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine e assume un significato che va oltre la dimensione editoriale, perché riporta al centro una delle opere più dense della memoria pubblica italiana.

Il libro nasce con l’intento di restituire il valore artistico, simbolico ed emotivo della cancellata realizzata da Mirko Basaldella per il Mausoleo delle Fosse Ardeatine, riconosciuta come il primo monumento italiano dedicato alle vittime del nazifascismo. Attraverso il dialogo tra il testo storico e l’immagine fotografica, la pubblicazione ricostruisce la forza di un’opera che, a distanza di oltre tre quarti di secolo, continua a parlare non soltanto del trauma collettivo generato dall’eccidio, ma anche della necessità di trovare forme capaci di custodire il dolore dentro uno spazio condiviso.

Un libro che intreccia storia, arte e memoria civile

Il volume mette in relazione due linguaggi, quello della ricerca storica e quello della fotografia, per affrontare un nodo essenziale della memoria italiana del Novecento. Andrea Zannini e Luca Laureati raccontano infatti come l’opera di Basaldella riesca a trasformare la tragedia delle 335 persone uccise dalle SS il 24 marzo 1944, in rappresaglia all’attacco partigiano di via Rasella, in una costruzione formale che non si limita a commemorare, ma prova a dare struttura visibile all’assenza.

La cancellata delle Fosse Ardeatine viene letta come una composizione in cui la trama dei fatti si traduce in movimenti delle forme, nella tensione dei volumi, nella forza di un segno capace di suggerire il vuoto lasciato dalle vittime senza trasformarlo in retorica. È questo uno degli aspetti più rilevanti della pubblicazione: mostrare come l’arte pubblica, quando riesce davvero a farsi linguaggio civile, sappia tenere insieme il rigore del ricordo e la complessità del dolore, senza semplificarli.

Il valore dell’opera di Basaldella, in questo quadro, non si esaurisce nell’interesse artistico. La cancellata continua infatti a rappresentare un punto di riferimento per una moltitudine di famiglie che a Roma e in tutta Italia portano ancora il peso di quella ferita. Il monumento, così come il libro che ora lo racconta, lavora su una soglia delicata: quella che unisce la memoria privata dei discendenti e la memoria pubblica della città, facendo della scultura un luogo di incontro tra storia e coscienza civile.

La presentazione a Roma e il significato pubblico dell’iniziativa

L’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da FARE srl, con il sostegno del Comune di Udine. Anche questo intreccio istituzionale aggiunge un elemento significativo, perché collega Roma, luogo dell’eccidio, e Udine, città di origine di Mirko Basaldella, dentro un percorso che unisce memoria nazionale, radicamento territoriale e responsabilità culturale.

Le parole dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, insistono proprio sulla necessità di opporre resistenza all’affievolirsi della memoria. Il riferimento personale al bisnonno ucciso tra le vittime delle Fosse Ardeatine dà ulteriore profondità a questo richiamo, che non resta confinato alla sfera privata ma si apre a una riflessione collettiva sul rischio dell’assuefazione, sulla fragilità del ricordo pubblico e sulla necessità di continuare a raccontare ciò che quel massacro ha rappresentato per la città e per il Paese.

Accanto a Roma, anche Udine rivendica una responsabilità precisa nel custodire questa eredità. L’assessore comunale all’Istruzione e alla Cultura, Federico Angelo Pirone, richiama la medaglia d’oro per la Resistenza e il dovere di trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, il significato profondo di libertà, democrazia e sacrificio. In questa prospettiva l’opera di Basaldella viene riconosciuta come un linguaggio capace di parlare al presente, non come reliquia di un passato concluso.

Un incontro tra istituzioni, studiosi e testimoni della memoria

Alla presentazione interverranno, oltre a Massimiliano Smeriglio e Federico Angelo Pirone, Federica Pirani, direttrice della Direzione Patrimonio artistico delle ville storiche e Archivio Storico Capitolino, Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio Roma VIII, Francesco Albertelli, presidente di Anfim, l’autore Andrea Zannini e il presidente di DiSCo, Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza. A moderare l’incontro sarà Maya Vetri.

La composizione del panel conferma la natura plurale dell’iniziativa, che mette attorno allo stesso tavolo amministratori, studiosi, istituzioni culturali e soggetti impegnati nel lavoro sulla memoria. È una scelta coerente con il senso del volume, che non si presenta come un semplice contributo specialistico, ma come uno strumento capace di riaprire il confronto pubblico attorno a una delle pagine più laceranti della storia italiana.

La presentazione, a ingresso libero fino a esaurimento posti, offrirà quindi l’occasione per riflettere su come un’opera d’arte possa continuare a parlare dopo decenni, attraversando generazioni, contesti politici e trasformazioni culturali. Nel caso della cancellata di Mirko Basaldella, questa permanenza non dipende soltanto dalla qualità formale del lavoro scultoreo, ma dalla sua capacità di restare un dispositivo di memoria, di interrogazione e di responsabilità. Il libro L’arte per la storia, proprio per questo, si colloca in uno spazio prezioso: quello in cui la storia non viene soltanto ricostruita, ma resa nuovamente percepibile attraverso le forme, le immagini e la coscienza civile.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.