“La cura come rischio necessario”: al Municipio VI un libro riporta la salute mentale nei luoghi reali
14/01/2026
Mentre la discussione sulla sanità pubblica tende spesso a oscillare tra slogan e allarmi, la salute mentale resta uno dei campi in cui la distanza tra parole e pratica quotidiana si avverte con più nettezza, perché i servizi territoriali lavorano con risorse limitate e con una domanda che cresce, cambiando volto e intensità insieme alle disuguaglianze sociali. In questo quadro, venerdì 23 gennaio alle 18, nella Sala Cinema “Cerone” del Polo culturale del VI Municipio in via Natale Balbiani, è in programma la presentazione del volume “La cura come rischio necessario. Voci da un Servizio di Salute Mentale che r-esiste”, a cura di Giuseppina Gabriele ed Emanuele Caroppo, pubblicato da Scione editore, con il patrocinio del VI Municipio delle Torri.
Un libro corale che racconta il lavoro nei servizi, senza cornici rassicuranti
Poiché il volume nasce dall’esperienza concreta di un Servizio di salute mentale pubblico attivo in uno dei territori più complessi della Capitale, la struttura corale diventa una scelta che ha un senso preciso: intrecciare le voci di operatori, utenti e familiari per restituire una fotografia in cui la cura non è un concetto astratto, ma una pratica fatta di tempi, relazioni, passaggi amministrativi, fragilità che si intrecciano con povertà, isolamento, precarietà abitativa. Ne emerge una riflessione che insiste su tre punti delicati e spesso fraintesi: il contrasto allo stigma, il rischio di istituzionalizzazione, la deriva verso la cronicizzazione quando mancano continuità e rete, con la conseguenza che i diritti e la dignità delle persone tornano a essere materia concreta, non enunciazione.
Dentro questa prospettiva, l’espressione “r-esiste” non lavora come effetto retorico, perché richiama la fatica di tenere aperti spazi di cura pubblica nei territori, cioè luoghi dove l’ascolto e l’intervento non si esauriscono nell’emergenza, ma provano a costruire percorsi che tengano insieme clinica, dimensione sociale e cittadinanza.
La presentazione al Polo culturale: ospiti, dibattito e pubblico atteso
Nel programma dell’incontro, la presenza di figure con ruoli diversi segnala la volontà di far dialogare livelli istituzionali, competenze cliniche e direzione dei servizi: partecipano Rosy Bindi, già ministra della Sanità, Alberto Siracusano, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del tavolo tecnico sulla salute mentale del Ministero della Salute, Cinzia Niolu, direttore UOC Psichiatria e Psicologia clinica PTV, Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di salute mentale della ASL Roma 2, e Romano Amato, assessore alle Politiche Sociali e sanitarie del Municipio VI delle Torri. La moderazione è affidata alla giornalista Mariantonietta Colimberti, direttrice della rivista Arel.
L’incontro si svolge con ingresso libero fino a esaurimento posti, dettaglio che restituisce anche un dato di clima: la scelta di un luogo municipale e di una sala cinema, invece di una sede specialistica, suggerisce l’idea di una discussione che riguarda la città e non soltanto addetti ai lavori, perché la tenuta dei servizi territoriali incide direttamente su famiglie, scuole, pronto soccorso, lavoro sociale di quartiere.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to