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Inflazione a Roma, fine 2025: prezzi più stabili e meno “scosse” mensili

26/01/2026

Inflazione a Roma, fine 2025: prezzi più stabili e meno “scosse” mensili

A Roma l’inflazione chiude il 2025 su livelli che ricordano il periodo precedente alla fiammata energetica: a dicembre l’indice NIC registra una variazione tendenziale dell’1,2% e una variazione congiunturale negativa (-0,1%). Il quadro, costruito su dati definitivi elaborati su base Istat, restituisce l’immagine di un rallentamento progressivo, con effetti concreti sul bilancio di famiglie e piccoli consumi quotidiani.

Cosa sta scendendo e dove i rincari restano più visibili

Dentro quel +1,2% convivono movimenti molto diversi. Alcune voci tirano chiaramente verso il basso: comunicazioni (-4,4%), abitazione-energia (-1%), beni energetici (-3,9%). Anche la voce che, in una città turistica, viene spesso osservata con una lente d’ingrandimento — ristorazione e servizi turistici — mostra un arretramento (-2,7% su base annua).

Sul fronte opposto, si vedono aumenti più “ordinati” ma presenti: altri beni e servizi (+3,6%) e istruzione (+2,4%). L’inflazione di fondo si colloca all’1,7%, un valore utile per capire la dinamica depurata dalle componenti più volatili.

Il commento di Guasco e la lettura economica: i costi assorbiti dalle imprese

La chiave interpretativa proposta dal direttore di Confcommercio Roma, Romolo Guasco, punta su un elemento spesso trascurato nel dibattito pubblico: l’idea che una parte dell’aumento dei costi non sia stata scaricata sul consumatore finale. Guasco lega l’1,2% di dicembre a un’inflazione media 2025 dell’1,5% e osserva che ciò indicherebbe un assorbimento interno dei rincari: «le imprese non hanno trasferito sui prezzi finali gli aumenti di materie prime, energia e costo del lavoro».

Sul capitolo più sensibile — ristorazione e turismo — sottolinea anche la diminuzione congiunturale e la smentita delle attese di rialzi “da evento”, richiamando il clima di allarme legato al Giubileo e parlando di responsabilità diffusa tra gli operatori.

A livello nazionale, l’Istat colloca l’inflazione NIC di dicembre 2025 proprio all’1,2% e indica una crescita media annua dei prezzi nel 2025 pari a +1,5%: la Capitale, in questo passaggio, sembra muoversi in una traiettoria coerente con il quadro generale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to