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Il Professional Assessment Instrument e la rivoluzione silenziosa dell’assistenza infermieristica

02/11/2025

Il Professional Assessment Instrument e la rivoluzione silenziosa dell’assistenza infermieristica

Sul sito ufficiale del Joanna Briggs Institute trova spazio un contributo che racconta un decennio di trasformazione digitale nel mondo dell’assistenza: “Giving voice to care: 10 years of digital transformation with the Professional Assessment Instrument (PAI)”. L’articolo, firmato da Antonello Cocchieri, Fabio D’Agostino, Valentina Vanzi, Alessandro Stievano, Gabriele Caggianelli, Jacopo Fiorini, Carmen Nuzzo, Gennaro Rocco e Maurizio Zega, segna un momento importante per la comunità infermieristica italiana, riconoscendo il valore di un progetto che ha saputo coniugare innovazione tecnologica, rigore scientifico e umanità della cura.

Una visione nata da una domanda semplice e rivoluzionaria

“Come possiamo rendere visibile l’assistenza infermieristica?”: da questa domanda, posta nel 2012, prende avvio il racconto di Maurizio Zega, oggi presidente dell’OPI di Roma. All’epoca, come ricercatrice presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Zega individuò nella documentazione e nell’analisi sistematica dei dati clinici la chiave per dare all’assistenza la dignità di una disciplina capace di orientare le decisioni e misurare i risultati. Da quel punto nacque il Professional Assessment Instrument (PAI), sviluppato da un gruppo di ricerca dell’Università di Roma Tor Vergata e adottato dal Gemelli come sistema di supporto alle decisioni cliniche, integrato nell’infrastruttura digitale dell’ospedale.

Un linguaggio comune per raccontare la complessità della cura

Nel corso di dieci anni, il PAI si è evoluto da strumento tecnico a metodologia culturale condivisa, permettendo di tradurre l’assistenza infermieristica in un linguaggio clinico standardizzato, misurabile e comunicabile. In questo percorso, la collaborazione tra OPI Roma, CECRI e JBI Italy Evidence Based Practice and Health Research ha reso possibile la trasformazione degli audit in veri progetti di implementazione evidence-based, aprendo la strada a una pratica infermieristica fondata sulla ricerca e sulla valutazione continua dei risultati.

L’articolo pubblicato dal Joanna Briggs Institute racconta non solo una trasformazione tecnologica, ma un’evoluzione etica e professionale: la presa di coscienza collettiva che la cura, per essere efficace, deve essere visibile, documentata e capace di parlare con il linguaggio universale dell’evidenza scientifica.