IFO, chirurgia oncologica ad alta complessità: il Lazio rafforza uno dei suoi poli strategici
02/02/2026
Il Centro Congressi degli IFO – Istituti Fisioterapici Ospitalieri Regina Elena e San Gallicano – ha ospitato la presentazione del potenziamento della chirurgia oncologica di alta complessità, un intervento che segna un passaggio rilevante nel percorso di rilancio della sanità oncologica pubblica nel Lazio. All’evento hanno preso parte il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore della Direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria Andrea Urbani, il direttore generale degli IFO Livio De Angelis, insieme alle autorità istituzionali, al management aziendale e alla comunità clinica.
Il momento simbolico del taglio del nastro ha accompagnato l’inaugurazione del Blocco Operatorio ampliato, un’area di 600 metri quadrati che rappresenta un investimento strutturale e organizzativo di primo piano.
Dieci sale operatorie e un investimento mirato sulla qualità
L’ampliamento, costato complessivamente 2.283.487 euro, ha consentito l’attivazione di due nuove sale operatorie e dei relativi servizi di supporto. Con questa estensione, le sale dedicate esclusivamente alla chirurgia oncologica complessa diventano dieci, tutte digitalmente integrate e collegate alla cartella clinica elettronica, in un’ottica di continuità informativa e sicurezza clinica.
Accanto all’intervento infrastrutturale, è stato realizzato un rafforzamento significativo del personale: 17 anestesisti e 27 infermieri assunti a tempo indeterminato, dedicati al blocco operatorio. Una scelta che incide direttamente sulla capacità di assorbire l’aumento delle attività chirurgiche e sulla garanzia di una continuità assistenziale stabile, elemento essenziale nei percorsi oncologici ad alta complessità.
Tecnologia, volumi e riduzione delle liste d’attesa
L’effetto dell’investimento si riflette anche sui numeri. Nell’ultimo anno agli IFO sono stati eseguiti 7.377 interventi chirurgici tra regime ordinario e day surgery. Nel solo 2025, la chirurgia robotica multi-port e single-port ha raggiunto quota 1.468 interventi, con una crescita complessiva di circa il 55% negli ultimi cinque anni.
Il Blocco Operatorio dispone oggi di tre sistemi robotici multi-port, un sistema single-port e sette colonne laparoscopiche 3D/4K, affiancati da strumenti avanzati per il trattamento dei tessuti e applicazioni di chirurgia guidata da fluorescenza. Tecnologie che migliorano la precisione dell’atto chirurgico e favoriscono un recupero post-operatorio più rapido, con ricadute concrete sulla qualità della vita dei pazienti.
Il percorso oncologico è sostenuto da una diagnostica di alto livello: nel 2025 la Medicina Nucleare ha effettuato 6.390 PET, mentre la Radiologia utilizza apparecchiature di ultima generazione, tra cui il mammografo digitale 3D con tomosintesi. Un sistema integrato che rafforza il ruolo degli IFO nella diagnosi, nella stadiazione e nel follow-up delle patologie oncologiche.
Una visione organizzativa centrata sulla persona
Il potenziamento del Blocco Operatorio si inserisce in un modello assistenziale avanzato, fondato sulla digitalizzazione dei processi e sulla tracciabilità completa del percorso del paziente, consultabile in tempo reale anche da familiari e caregiver. Una scelta che tiene insieme efficienza organizzativa, trasparenza e attenzione alla dimensione umana della cura.
Nel suo intervento, Francesco Rocca ha rivendicato il valore strategico dell’operazione, ricordando come il recupero della centralità degli IFO sia stato il frutto di quasi tre anni di lavoro e di investimenti complessivi pari a 101 milioni di euro tra PNRR ed edilizia sanitaria. Un impegno che mira a garantire, a chi affronta una malattia oncologica, cure di livello nazionale all’interno del sistema pubblico.
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