“Giovani 2030”, formazione e territorio: la Città metropolitana punta sui giovani per accelerare l’Agenda
24/01/2026
All’Urban Center metropolitano di viale Manzoni, inaugurato a dicembre come spazio di lavoro e confronto sulle trasformazioni urbane, giovedì 22 gennaio 2026 Ali – Autonomie Locali Italiane e Città metropolitana di Roma Capitale hanno presentato “Giovani 2030”, programma finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con l’obiettivo di coinvolgere giovani amministratori e professionisti in percorsi operativi legati allo sviluppo sostenibile e alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030.
La scelta del luogo non è neutra: l’Urban Center nasce per mettere sul tavolo progetti e dati, costruendo un ponte tra Roma e i 120 Comuni dell’area vasta, un livello istituzionale che spesso resta sullo sfondo nel dibattito pubblico, pur incidendo su mobilità, servizi, pianificazione e infrastrutture.
Il punto di partenza: i numeri del rapporto Asvis 2025 non tranquillizzano
Nel corso dell’incontro è stato richiamato il quadro tracciato dal rapporto Asvis 2025 elaborato da Ali e Città metropolitana: l’Italia mostra un andamento diseguale sui 17 Goal, con sei obiettivi in peggioramento (alimentazione, salute, acqua, disuguaglianze, ecosistemi terrestri e partnership), otto tra stabilità e lievi miglioramenti e tre in crescita più marcata (istruzione, parità di genere e clima). È una fotografia che sposta l’attenzione dall’enunciazione dei principi alla fatica dell’attuazione, perché evidenzia arretramenti proprio su aree che toccano servizi essenziali e coesione sociale.
Dentro questo quadro sono state indicate due leve considerate decisive: la valutazione d’impatto generazionale, per evitare che le politiche pubbliche scarichino costi sulle future generazioni, e il rafforzamento delle competenze di partecipazione democratica, per non alimentare disaffezione e sfiducia nelle istituzioni. Sul metodo, la direzione proposta passa attraverso coerenza delle politiche, cultura della sostenibilità e strumenti di partecipazione strutturata, dalla coprogettazione alla coprogrammazione.
Dalla teoria alle pratiche: Comuni, giovani e “riscontri immediati”
Il capo di gabinetto della Città metropolitana, Francesco Nazzaro, ha insistito sull’idea di sostenibilità come materia concreta, verificabile sul territorio, legata a scelte e comportamenti che vanno dai servizi quotidiani agli investimenti: il coinvolgimento dei Comuni, in questa cornice, serve anche a misurare subito fattibilità e impatto delle proposte, evitando che i percorsi formativi restino autoreferenziali. È lo stesso ragionamento che lega Urban Center e Giovani 2030: un luogo metropolitano, pensato per far dialogare città e hinterland, e un programma che mette al centro le nuove generazioni come risorsa amministrativa e professionale.
Sulla stessa linea il segretario generale di Ali, Valerio Lucciarini, ha richiamato il ruolo dei Comuni come snodo essenziale per politiche efficaci: se alcuni Goal arretrano, la risposta non può essere solo nazionale, perché molte decisioni che incidono su qualità della vita, servizi, consumo di suolo, gestione delle risorse e inclusione passano da scelte locali, spesso con budget e strumenti limitati. “Giovani 2030” nasce per lavorare proprio su quel punto di attrito: competenze, rete istituzionale, continuità progettuale.
Il programma presentato è indicato come primo passo di una serie di incontri nei prossimi mesi, destinati a costruire un percorso formativo che coinvolga amministratori, professionisti e società civile, con l’ambizione di trasformare l’Agenda 2030 da documento di cornice a cantiere territoriale, leggibile nei progetti e nei risultati.