Fontana di Trevi, dal 2 febbraio 2026 l’accesso al catino diventa a pagamento
02/02/2026
Dal 2 febbraio 2026 cambia una delle abitudini più consolidate del turismo romano: per accedere al catino della Fontana di Trevi, la porzione più vicina al monumento, sarà necessario acquistare un biglietto dal costo simbolico di due euro. La misura riguarda esclusivamente l’area di prossimità immediata alla fontana, lasciando libero il passaggio nelle zone circostanti e intervenendo su uno dei punti più delicati dal punto di vista conservativo e gestionale.
La decisione nasce dall’esigenza di proteggere uno dei capolavori assoluti del barocco romano, sottoposto ogni giorno a una pressione turistica che non ha eguali. La fontana, realizzata tra il 1732 e il 1762 su progetto di Nicola Salvi e portata a termine da Giuseppe Pannini, rappresenta un equilibrio fragile tra monumentalità, acqua, pietra e spazio urbano, un equilibrio che richiede interventi continui e costosi di manutenzione.
Biglietto, orari e modalità di accesso
Il biglietto da due euro è richiesto tutti i giorni, dalle 9 alle 22, inclusa la prima domenica del mese, ed è obbligatorio per turisti e non residenti. Può essere acquistato online attraverso il sito ufficiale, presso i Musei Civici, i Tourist Infopoint, i punti vendita convenzionati e direttamente all’ingresso del catino, dove è consentito il pagamento esclusivamente con carta.
Restano esentati dal pagamento i residenti di Roma e della Città Metropolitana, previa esibizione di un documento d’identità, i bambini fino a cinque anni e le persone con disabilità accompagnate. Una scelta che mira a preservare il diritto dei cittadini a vivere uno dei simboli della città, distinguendo l’uso quotidiano dalla fruizione turistica di massa.
L’orario di accesso potrà subire variazioni in caso di lavori di manutenzione o per esigenze legate all’ordine pubblico, a conferma di una gestione più flessibile e attenta alle condizioni reali del sito.
Tutela del patrimonio e gestione dei flussi
L’introduzione del biglietto non va letta come una semplice operazione economica. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, garantire risorse dedicate alla manutenzione ordinaria e straordinaria della fontana; dall’altro, ridurre l’affollamento incontrollato che negli anni ha messo sotto stress la struttura e compromesso la qualità dell’esperienza di visita.
Limitare e regolamentare l’accesso al catino consente una fruizione più ordinata, meno caotica e più rispettosa del monumento. Significa anche restituire dignità a un luogo spesso trasformato in uno spazio di passaggio frettoloso, dove la prossimità fisica non sempre coincide con una reale consapevolezza del valore storico e artistico.
La Fontana di Trevi resta pienamente visibile a tutti, a qualsiasi ora, ma l’accesso ravvicinato diventa un’esperienza regolata, pensata per coniugare tutela, sicurezza e sostenibilità. Un segnale che si inserisce in una riflessione più ampia sulla gestione dei grandi attrattori culturali nelle città d’arte, dove la conservazione del patrimonio passa sempre più attraverso scelte di equilibrio e responsabilità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to