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Festival dell’Olio di Roma IGP, aprile celebra una tradizione agricola che parla al futuro della Capitale

08/04/2026

Festival dell’Olio di Roma IGP, aprile celebra una tradizione agricola che parla al futuro della Capitale

Roma sceglie di raccontarsi anche attraverso uno dei simboli più antichi e identitari del suo paesaggio agricolo. Con il primo Festival dell’Olio di Roma IGP, co-organizzato da Roma Capitale, il mese di aprile si trasforma in un percorso diffuso tra cultura, produzione, educazione alimentare e valorizzazione del territorio. L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: riportare al centro l’olio come prodotto agricolo, patrimonio storico e strumento di relazione tra città, comunità e imprese. Non come semplice eccellenza da esibire, ma come elemento vivo di una tradizione che continua a generare economia, conoscenza e cura del paesaggio. 

Il festival si inserisce in una linea amministrativa che punta a rafforzare il legame tra Roma e la sua dimensione agricola, spesso meno visibile rispetto a quella monumentale ma altrettanto decisiva nel definire il carattere della città. A richiamarlo è l’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti Sabrina Alfonsi, che collega questa nuova manifestazione alle politiche già avviate per la valorizzazione dell’olio, dal biologico prodotto nell’azienda agricola comunale di Castel di Guido fino alle esperienze di cittadinanza attiva come quella del Parco dei Romanisti, dove oltre venti ulivi vengono curati dall’amministrazione insieme all’associazione Gaspar8 per una produzione a finalità solidali. Nello stesso orizzonte si colloca anche il progetto predisposto per il recupero vegetativo e agronomico dei 400 ulivi di Villa Glori, con l’obiettivo di restituirli pienamente alla produzione. È un’idea di agricoltura urbana che mette insieme ambiente, partecipazione e costruzione di reti territoriali.

Un calendario diffuso tra luoghi simbolici e appuntamenti tematici

Il programma del festival mostra con chiarezza l’ambizione dell’iniziativa. Si parte il 7 aprile a Palazzo Valentini, nella sala Luigi Di Liegro, con la conferenza stampa di presentazione del calendario. Dal 10 al 12 aprile il festival approda all’Auditorium Parco della Musica con “L’olio è natura”, all’interno del Festival del Verde e del Paesaggio, portando il tema dell’olio dentro una cornice che unisce agricoltura, paesaggio e consapevolezza ambientale. Dal 12 al 14 aprile è prevista inoltre la presenza a Vinitaly 2026, a Verona, con una sezione espositiva dedicata all’Olio di Roma.

Il calendario prosegue il 16 aprile all’IPSEOA Gioberti e il 17 aprile all’IPSEOA Tor Carbone-Eur con “Generazione O”, una tappa che porta l’olio dentro le scuole e lo affida al confronto con le nuove generazioni. Il 18 aprile, a Testaccio, il festival si muove su un doppio binario: da una parte “L’olio è storia”, con una visita guidata tematica al Monte dei Cocci; dall’altra “L’olio è identità”, ospitato da Taste’Accio, pensato per mettere l’Olio di Roma in dialogo con altre espressioni della romanità. Tra il 18 e il 19 aprile il programma tocca anche le Terme di Caracalla e l’Appia Run con “L’olio è benessere”, che lega il prodotto alla dimensione della salute e degli stili di vita. 

Dalla cultura del prodotto a una nuova idea di città agricola

Il cuore simbolico del festival arriverà poi il 20 aprile al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, con “L’olio è cultura”, una giornata costruita tra esposizione, convegni, masterclass e laboratori. Il 21 aprile, infine, la chiusura alla Curia Iulia, nel Parco archeologico del Colosseo, con “Premio l’Eterno”, che unirà convegno, premiazione e visita guidata all’oliveto Palatino. La scelta dei luoghi non è affatto decorativa: mette l’olio in relazione diretta con la stratificazione storica di Roma e rafforza l’idea che la produzione agricola, qui, non sia un capitolo marginale ma una componente profonda dell’identità urbana. 

È proprio questa la cifra più interessante del festival. L’Olio di Roma IGP viene presentato come prodotto di qualità, certo, ma soprattutto come chiave per rileggere il rapporto tra centro e campagna, tra memoria e filiera, tra tutela del territorio e sviluppo locale. In una città che rischia spesso di essere raccontata soltanto attraverso i suoi monumenti o le sue emergenze, questa manifestazione prova a riportare attenzione su un altro patrimonio, fatto di uliveti, lavoro agricolo, cultura alimentare e comunità che si riconoscono in una pratica produttiva antica e ancora attuale. Il festival, in questo senso, non celebra soltanto un olio: rimette in circolo una visione di Roma più completa, concreta e radicata nella sua terra.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.