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Erasmus+ a Roma: con BRIDGE ed EMBRACE UAM la formazione passa dal campo

21/01/2026

Erasmus+ a Roma: con BRIDGE ed EMBRACE UAM la formazione passa dal campo

Roma intercetta due nuovi progetti Erasmus+ e li porta dove l’accoglienza si misura ogni giorno: dentro una struttura operativa, tra procedure, relazioni e criticità reali. BRIDGE ed EMBRACE UAM, coordinati per l’Italia dalla cooperativa Parsec, puntano su un obiettivo concreto: rafforzare le competenze degli operatori attraverso il confronto diretto con colleghi europei e lo scambio di pratiche che funzionano, soprattutto quando si lavora con giovani migranti e minori non accompagnati.

Il 20 gennaio una delegazione di dieci operatori e operatrici provenienti da Germania e Grecia è stata ospitata da Parsec per una giornata di job shadowing al Centro Accoglienza SAI Colombi. L’idea, semplice e tutt’altro che scontata, è mettere attorno allo stesso tavolo chi affronta problemi simili in contesti diversi: l’accoglienza non è una formula, è un mestiere che si affina con strumenti, linguaggio comune e capacità di leggere i segnali prima che diventino emergenze.

Due progetti, due focus: radicalizzazione e trauma

BRIDGE coinvolge cinque Paesi e lavora sulla prevenzione della radicalizzazione tra i giovani migranti, un tema che richiede approcci misurati: non bastano protocolli di sicurezza, serve una rete educativa capace di intercettare isolamento, fragilità e narrazioni polarizzanti senza trasformare ogni comportamento in un sospetto. EMBRACE UAM, invece, si muove su tre Paesi e mette al centro l’accoglienza “trauma-informed” dei minori stranieri non accompagnati, con attenzione alle conseguenze psicologiche dei percorsi migratori e alla necessità di metodologie più specialistiche.

Nelle parole raccolte durante l’incontro, il punto non è “importare” un modello, ma capire cosa può essere adattato: l’interazione con la comunità, la peer education, la dimensione di apprendimento tra pari sono stati indicati come elementi che possono aprire nuove sperimentazioni anche nei contesti di provenienza.

Il Centro Colombi come laboratorio operativo

I numeri aiutano a leggere il contesto senza retorica. Nel 2024 il Centro Colombi ha accolto circa 80 ragazzi MSNA; il 98% risulta inserito in corsi di italiano, il 73% in percorsi scolastici, il 97% regolarizzato; sono stati avviati anche tirocini lavorativi. Accanto alla presa in carico educativa, il progetto Welfare Colombi ha attivato laboratori e un lavoro di contatto strada, segnalando quanto il “fuori” sia parte integrante dell’accoglienza, non un capitolo accessorio.

Per il Dipartimento delle Politiche Sociali di Roma Capitale, presenti all’incontro, il quadro resta impegnativo: dal 2022 gli accessi dei minori non accompagnati, pur in calo, restano nell’ordine delle migliaia (1.529 nel 2022, 1.268 nel 2025). Dietro la statistica ci sono storie segnate da traumi, attraversamenti, separazioni, e una richiesta crescente di competenze che non si improvvisano.

Nei prossimi mesi la delegazione italiana parteciperà agli scambi in Germania, Grecia, Spagna e Paesi Bassi, con l’obiettivo dichiarato di costruire una rete stabile di conoscenze condivise. In un settore dove il turnover è alto e le emergenze tendono a divorare il tempo della riflessione, la vera scommessa è questa: fare formazione mentre si lavora, senza separare teoria e realtà.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.