Don Bosco, sei misure cautelari per il tentato omicidio di un minorenne
23/02/2026
Si è chiusa con l’esecuzione di sei custodie cautelari la prima fase dell’indagine sul tentato omicidio di un minorenne avvenuto lo scorso 30 novembre nel quartiere Don Bosco, a Roma. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato, è stata coordinata dalla Procura presso il Tribunale ordinario e dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni.
I provvedimenti, firmati dai rispettivi Giudici per le indagini preliminari, riguardano due maggiorenni, oggi di 19 e 18 anni, e quattro minorenni di età compresa tra i 14 e i 18 anni (17 all’epoca dei fatti). I primi sono stati condotti nel carcere di Regina Coeli, mentre i minori sono stati accompagnati all’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo.
L’agguato nel parco tra viale Ciamarra e via Libero Leonardi
L’episodio si era consumato nel tardo pomeriggio in un’area verde tra viale Ciamarra e via Libero Leonardi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata attirata nel parco con la scusa di uno scambio droga-denaro concordato tramite chat.
Una volta giunto nei pressi della panchina indicata come punto di incontro, il giovane sarebbe stato bloccato per un braccio da uno dei due indagati maggiorenni. Subito dopo, un gruppo di ragazzi sarebbe uscito da un nascondiglio ricavato nella boscaglia, accerchiandolo e colpendolo con calci e pugni fino a farlo cadere a terra.
Stando all’ipotesi accusatoria, uno degli aggressori lo avrebbe colpito ripetutamente con una spranga di ferro. Il ferimento più grave sarebbe avvenuto quando un altro indagato minorenne avrebbe estratto un coltello, colpendolo alla schiena mentre tentava di divincolarsi.
Il ragazzo, soccorso sul posto, era stato trasportato in ospedale con una prognosi iniziale di 60 giorni.
Le indagini e il presunto movente
Le indagini si sono concentrate negli ambienti legati allo spaccio e tra le frequentazioni della vittima. Accertamenti tecnici, testimonianze e il ritrovamento della spranga utilizzata nel pestaggio hanno consentito di identificare sei presunti responsabili e di delineare i ruoli attribuiti a ciascuno.
Secondo l’ipotesi formulata dalla Procura e richiamata nell’ordinanza cautelare, il movente sarebbe riconducibile al mancato incasso di una partita di droga affidata alla vittima. Lo stupefacente sarebbe andato perduto a seguito dell’arresto del giovane pusher, circostanza che avrebbe innescato la violenta spedizione punitiva.
I sei indagati sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di tentato omicidio. Il quadro investigativo resta comunque in evoluzione: sono in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali altri partecipi.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per tutti gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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