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Dalla Striscia di Gaza a Roma: 15 bambini in cura al Policlinico Umberto I

30/09/2025

Dalla Striscia di Gaza a Roma: 15 bambini in cura al Policlinico Umberto I

Roma ha accolto 15 bambini provenienti dalla Striscia di Gaza, giunti a bordo di un volo di Stato organizzato dal Ministero degli Affari esteri. Il gruppo è stato destinato a diverse strutture sanitarie italiane, con il Policlinico Universitario Umberto I in prima linea nell’accoglienza. Tra loro si trova una neonata di soli due mesi, Tia, affetta da una grave enterocolite e ora ricoverata in Terapia intensiva pediatrica.

Il trasferimento è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra la Sapienza Università di Roma e il Policlinico, con il sostegno di associazioni umanitarie che hanno segnalato le condizioni più critiche. Una rete di solidarietà che si traduce in percorsi clinici mirati e, soprattutto, in un messaggio forte di vicinanza a una popolazione stremata dalla guerra.

La risposta sanitaria e accademica

La neonata e la sua famiglia sono state accolte da figure di rilievo dell’ateneo e dell’ospedale, tra cui il preside della Facoltà di Medicina Domenico Alvaro e il direttore generale del Policlinico, Fabrizio d’Alba. La rettrice Antonella Polimeni ha sottolineato la responsabilità morale di un’Università che non si limita all’insegnamento e alla ricerca, ma interviene in prima persona per tutelare i diritti fondamentali, in particolare quelli dei bambini.

Secondo d’Alba, garantire cure non significa soltanto intervenire sul piano medico, ma costruire un ambiente capace di accogliere i piccoli pazienti e le loro madri, per ridare loro un senso di normalità e protezione.

Un percorso che proseguirà

Nei prossimi mesi il Policlinico Umberto I continuerà a ricevere altri minori dalla Striscia di Gaza, offrendo loro un’assistenza a lungo termine. L’ospedale si conferma così un punto di riferimento nazionale nella gestione di emergenze sanitarie internazionali, rafforzando il legame tra medicina, solidarietà e diplomazia umanitaria.

Un impegno che non si limita a salvare vite, ma che contribuisce a riaffermare valori di dignità e cooperazione, in un quadro internazionale segnato da conflitti e privazioni.