Atac: sciopero indetto dopo la firma dell’accordo

Martedì 5 dicembre metro e bus a rischio per lo sciopero Atac di 24 ore

Dopo la firma dell’accordo sindacale di lunedì, i lavoratori Atac sono di nuovo sul piede di guerra e hanno indetto lo sciopero per martedì 5 dicembre.

Il nuovo sciopero Atac sarà ancora di 24 ore, come quello dello 10 scorso novembre, dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio. Oltre agli autisti di bus e metro, incroceranno le braccia anche i lavoratori di Roma Tpl e quelli delle ditte appaltatrici Atac. Inoltre è stata convocata una manifestazione davanti al Campidoglio alle 15.

Ad indire la protesta l’Usb, Faisa Confail e Orsa, le sigle sindacali che non hanno sottoscritto l’accordo che nelle intenzioni dovrebbe essere il primo passo per risanare Atac. Gli esponenti di tali sindacati sono attesi domani dal Prefetto, con la speranza che sia ridimensionata la protesta, o almeno che si allunghino le fasce di garanzia del servizio.

Sciopero Atac 5 dicembre: le motivazioni

Claudio De Francesco, segretario regionale della Faisa Confail, commenta così la decisione del Comune di ricorrere al concordato: “Lo avevamo detto con lo sciopero del 12 settembre, lo abbiamo ribadito con quello del 10 novembre, per il 5 dicembre abbiamo la certezza: a pagare per i debiti di Atac saranno i lavoratori e non chi l’ha saccheggiata”.

Sulle stesse posizioni il sindacalista Usb Michele Frullo: “Ci dispiace dover ricorrere nuovamente ad un’extrema ratio come una giornata di sciopero. Oltre ad essere lavoratori siamo anche utenti, inoltre incrociando le braccia perdiamo anche una giornata di lavoro. La mobilitazione non è legata a rivendicazioni economiche. La nostra protesta è volta a rivendicare un servizio più sicuro ed efficiente”.

Accordo sindacale Atac: più ore di lavoro per i dipendenti

Alla base della protesta, la sigla dell’accordo che, tra le altre cose, aumenterà l’orario di lavoro per i dipendenti Atac. Lo stesso Frullo aveva spiegato all’indomani della firma: “Usurante per i lavoratori, ma non migliorerà il servizio. Atac è stata saccheggiata dalle amministrazioni capitoline e a pagare sono ancora i lavoratori. A due anni di distanza dall’accordo del luglio del 2015, che già aveva chiesto numerosi sacrifici ai lavoratori, Atac è ancora in perdita a testimonianza del fatto che agire sui dipendenti senza una dirigenza attenta non serve a niente. Con i Cinque Stelle si sono già succeduti 3 cambi a vertice: ognuno ha detto la sua ed è fuggito. Il problema è che si spera di aumentare la produttività incrementando il carico di ore ma non si considera lo stato disastrato delle strade su cui passano i bus, l’età avanzata dei mezzi, la percentuale bassissima, pari al 5%, delle corsie preferenziali, i problemi sulle metropolitane. In queste condizioni è usurante guidare per 6 ore e 40 minuti senza interruzioni e può diventare pericoloso per la salute degli autisti e per l’incolumità degli utenti. Per aumentare la produttività servono investimenti e un serio piano della mobilità”.

Ancora una volta, nel braccio di ferro tra azienda e lavoratori, a pagarne le conseguenze saranno i cittadini romani.

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