Corviale, scoperti box adibiti a deposito di veicoli rubati: sequestri della Polizia di Stato
26/02/2026
Un’operazione della Polizia di Stato, condotta nella mattinata odierna nella zona di Corviale, ha restituito un quadro coerente con gli elementi già emersi nel corso delle indagini preliminari. Al centro dell’attività investigativa, una rete di box trasformati in depositi per lo stoccaggio di veicoli rubati, individuati nell’area del cosiddetto “Serpentone”.
Le perquisizioni, delegate dall’Autorità giudiziaria, hanno consentito di accertare come gli indagati avessero progressivamente decentrato i siti inizialmente utilizzati per il medesimo scopo, nel tentativo di frammentare le basi operative e sottrarsi all’attenzione delle forze dell’ordine. Una strategia che, secondo quanto ricostruito, mirava a ridurre il rischio di sequestri massivi concentrando i mezzi rubati in più punti del quartiere.
Telai abrasi e strumenti per la decodifica
All’interno dei box, gli agenti dell’XI Distretto San Paolo e della Squadra Mobile hanno rinvenuto due ciclomotori e una motocicletta con il telaio abraso, un espediente frequentemente utilizzato per ostacolare l’identificazione del mezzo e renderne più complessa la tracciabilità. I veicoli erano già finiti nel mirino degli inquirenti nell’ambito dell’attività di monitoraggio avviata nei mesi scorsi.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati anche strumenti idonei allo scasso e alla forzatura dei cilindri di accensione, centraline elettroniche e dispositivi per la decodifica delle frequenze, elementi che lasciano ipotizzare un’organizzazione strutturata e dotata di competenze tecniche specifiche. Recuperati inoltre caschi ritenuti verosimilmente utilizzati per la conduzione dei mezzi sottratti.
Un ulteriore scooter, risultato anch’esso oggetto di furto, è stato rinvenuto nelle pertinenze dell’abitazione di uno degli indagati. Tutto il materiale recuperato è stato sottoposto a sequestro penale e sarà oggetto di ulteriori accertamenti tecnici finalizzati a ricostruire l’intera filiera del riciclaggio e ad accertare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi.
Indagini in corso e presunzione di innocenza
L’operazione rappresenta un passaggio significativo in un’indagine che punta a disarticolare un circuito di riciclaggio di veicoli rubati attivo in un quadrante urbano già attenzionato per fenomeni di microcriminalità legata ai furti di scooter e motocicli.
Come previsto dall’ordinamento, le evidenze investigative attengono alla fase delle indagini preliminari. Per gli indagati resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
L’attività odierna conferma, tuttavia, l’attenzione costante delle forze di polizia su un fenomeno che incide in modo diretto sulla sicurezza urbana e sulla quotidianità dei cittadini, spesso vittime di furti che comportano disagi immediati e danni economici rilevanti.
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