Consiglio del Cibo di Roma, rinnovo 2026: 200 adesioni e nuova presidenza il 4 febbraio
23/01/2026
A due anni dalla nascita del Consiglio del Cibo, Roma Capitale aggiorna la propria “cabina” partecipativa sulle politiche alimentari: il Consiglio è stato rinnovato secondo quanto previsto dal regolamento approvato dall’Assemblea capitolina nel 2023 e, questa volta, i numeri raccontano un salto di scala. Le iscrizioni registrate arrivano a 200, contro le 151 del biennio appena concluso; una crescita che amplia la rappresentanza e, insieme, alza l’asticella del lavoro di coordinamento. Il prossimo passaggio formale è già fissato: il 4 febbraio il Consiglio si riunirà per eleggere il nuovo presidente.
Chi c’è dentro: agricoltura, ricerca, mercati rionali, reti civiche
L’elenco degli aderenti fotografa una filiera cittadina molto più larga della sola produzione agricola: realtà del mondo rurale e periurbano, università ed enti di ricerca, associazioni, sindacati, operatori dei mercati rionali e contadini, gruppi di acquisto solidale, reti d’impresa, poli civici. È un mix che, se funziona, consente di far dialogare chi produce, chi distribuisce e chi studia, ma anche chi intercetta la fragilità sociale, tema che a Roma assume un peso quotidiano. La struttura del Consiglio, come definita dal regolamento, nasce proprio per garantire partecipazione alla definizione della Politica del Cibo e all’elaborazione del Piano del Cibo, con una logica da consulta cittadina e con tavoli tematici chiamati a produrre proposte e priorità.
Il bilancio del primo biennio e la partita del “Piano del Cibo”
Nel commentare il rinnovo, l’assessora Sabrina Alfonsi ha letto l’aumento delle adesioni come un segnale di fiducia verso un percorso “unico” per metodo e ampiezza, ringraziando il presidente uscente Fabio Ciconte e i coordinatori dei tavoli per il lavoro svolto, con un’attenzione esplicita a mense scolastiche e contrasto alla povertà alimentare. Il punto politico, però, è la scadenza: l’obiettivo dichiarato è arrivare a un Piano del Cibo di Roma entro la fine della consiliatura, con l’idea di garantire “cibo di qualità e di prossimità” a tutta la città e con un raccordo più stretto con il tavolo della Città metropolitana, impegnato sulla valorizzazione delle filiere del territorio.
Anche Giammarco Palmieri, presidente della commissione capitolina Ambiente, ha insistito sulla natura partecipativa dell’organismo, ricordando che attorno ai membri con diritto di voto ruota una platea più ampia di soggetti istituzionali che contribuiscono ai lavori, rafforzando la dimensione di rete. Il 4 febbraio, con l’elezione della nuova presidenza, si aprirà una fase in cui la quantità degli aderenti dovrà tradursi in capacità di decisione: priorità chiare, tempi certi, risultati verificabili, perché una governance affollata è un valore soltanto se riesce a produrre scelte.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to