Confcommercio rinnova il proprio volto: un nuovo logo per un sistema che guarda avanti
30/01/2026
Il 2026 segna una tappa rilevante nella storia di Confcommercio. A sedici anni dall’ultimo intervento sull’identità visiva, l’Organizzazione presenta un nuovo logo istituzionale, pensato per accompagnare un sistema in continua evoluzione senza recidere il legame con le proprie radici. Non si tratta di un semplice aggiornamento grafico, ma di una scelta che intercetta trasformazioni profonde nel modo di rappresentare, comunicare e abitare il ruolo di corpo intermedio tra imprese, territori e istituzioni.
La presentazione ufficiale, avvenuta a Roma, ha restituito l’immagine di una Confederazione consapevole del proprio percorso storico e, allo stesso tempo, attenta a rinnovare i propri linguaggi per restare riconoscibile in un contesto economico e sociale sempre più complesso.
Un simbolo che evolve, una storia che resta
Il nuovo logo nasce da un’esigenza chiara: parlare con immediatezza a un sistema imprenditoriale eterogeneo, fatto di attività storiche e nuove iniziative, di prossimità e di innovazione. Le linee essenziali e il design pulito rispondono a un’idea di comunicazione più leggibile, capace di adattarsi ai diversi canali, dal digitale agli strumenti istituzionali, senza perdere autorevolezza.
Nel presentare il rebranding, il presidente nazionale Carlo Sangalli ha richiamato una cifra che da sempre caratterizza Confcommercio: la concretezza quotidiana unita alla capacità di anticipare il futuro. Il nuovo segno grafico, ha spiegato, non è un esercizio estetico fine a sé stesso, ma il riflesso visibile di un’Organizzazione che intende essere ancora più chiara, innovativa e riconoscibile, mantenendo saldo il patrimonio di valori costruito nel tempo.
Un’identità condivisa per tutto il sistema confederale
Il rinnovamento dell’immagine coinvolge l’intero ecosistema confederale, dalle Federazioni di settore alle articolazioni territoriali. L’adozione di un’identità coordinata e uniforme rafforza il senso di appartenenza e restituisce un messaggio unitario, capace di valorizzare le specificità locali all’interno di una cornice comune.
Per Confcommercio Roma, questo passaggio assume un significato particolare. L’Associazione nasce nella Capitale in un momento storico segnato dalla necessità di ricostruzione e visione. Oggi, a distanza di decenni, il nuovo logo diventa uno strumento per ribadire quel ruolo originario, aggiornandolo alle esigenze di un tessuto economico che chiede rappresentanza, ascolto e capacità di incidere nei processi di trasformazione urbana e produttiva.
Continuità e cambiamento come scelta strategica
Dalla ricostruzione post-bellica alla digitalizzazione dei servizi, Confcommercio ha accompagnato lo sviluppo del terziario, del turismo e dei servizi interpretando mutamenti economici e sociali di grande portata. Il nuovo simbolo si inserisce in questa traiettoria, diventando emblema di un impegno che guarda alle sfide dell’innovazione, della sostenibilità e della competitività delle città.
Cambia la forma, si aggiorna il linguaggio visivo, ma la sostanza resta intatta: rappresentare, tutelare e sostenere le imprese italiane, offrendo loro strumenti e visione per affrontare un futuro che richiede identità forti e capacità di adattamento.
Articolo Precedente
Controlli alle porte di Roma: sanzioni, arresti e attività sospese tra Fonte Nuova e Palombara Sabina
Articolo Successivo
Roma e la fisica del Novecento: una visita guidata tra scienza, memoria e città