Stadio della Roma, il TAR respinge il ricorso: si al pubblico interesse

Confermata la delibera dell’Assemblea Capitolina che aveva attribuito il pubblico interesse al progetto del nuovo stadio della Roma

Arriva una notizia positiva sull’intricata vicenda che dovrebbe portare, il condizionale è d’obbligo, alla costruzione del nuovo stadio della Roma. “Nessuna sospensione della delibera con la quale l’Assemblea Capitolina, il 14 giugno scorso, aveva approvato a maggioranza la delibera che attesta l’interesse pubblico del progetto del nuovo Stadio della Roma, in località Tor di Valle”.

Il virgolettato è un estratto dell’ordinanza del TAR del Lazio, che ha respinto la richiesta di sospensione sulla decisione dell’Assemblea Capitolina presentata dalla Cogemi, una società proprietaria di alcuni terreni dell’area su cui dovrebbe sorgere lo stadio. Secondo il TAR “al sommario esame della controversia consentito nella fase cautelare, che non ricorrono nella fattispecie i presupposti utili per la concessione della richiesta misura cautelare, in quanto la parte ricorrente non ha fornito idonei elementi di prova in ordine alla ricorrenza di un pregiudizio grave ed irreparabile che conseguirebbe all’esecuzione degli atti impugnati”.

La Cogemi in particolare lamentava che la nuova destinazione dell’area causerebbe loro un danno e di non essere stata contattata per partecipare al procedimento. Già la stessa società aveva contestato lo studio di fattibilità dello stadio della Roma, ai tempi della giunta Marino (il ricorso è ancora pendente di fronte al tribunale amministrativo).

Scongiurato questo ennesimo intoppo, l’iter per la costruzione dello stadio della Roma è ancora lungo e irto di ostacoli. In particolare la Regione è ancora lontana dal dare al Comune al via libera al progetto: motivo del contendere, ancora una volta, i quasi 100 milioni di opere pubbliche, interamente a carico di privati, che il Campidoglio ha tagliato per ottenere in cambio il dimezzamento delle cubature (tra cui la soppressione delle torri di Libeskind). Senza le infrastrutture del vecchio piano, già approvato dalla precedente amministrazione, il progetto rischia di paralizzare l’intero quadrante, che già versa in una difficile situazione. In particolare sono stati tagliati le complanari dell’autostrada Roma – Fiumicino e il relativo svincolo a Parco de’ Medici e uno dei due ponti per attraversare il Tevere. Secondo i tecnici della Regione l’attuale progetto non offre sufficienti garanzie e le trattative sono arrivate ad un punto morto. Probabile quindi un nuovo slittamento dei termini, rispetto alla posa della prima pietra, che il Comune aveva promesso entro fine anno.

 

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