Stadio della Roma: la situazione dell’inchiesta

Giugno è stato infiammato da una notizia clamorosa che ha gettato un velo di tristezza e delusione su tutta la Capitale, sono stati effettuati 9 arresti e si indaga su 16 persone per presunta corruzione nei confronti della costruzione del nuovo Stadio della Roma.

Sarebbero circa 25 le persone coinvolte in questa maxi inchiesta che vede protagonista l’alta classe della capitale italiana, che si era impegnata nella costruzione di un nuovo stadio per la squadra giallorossa, che però potrebbe essersi conclusa ancor prima di cominciare a causa della corruzione di alcuni funzionari.

La Procura ha dichiarato estranea ai fatti il sindaco di Roma Virginia Raggi, che non sembra coinvolta in alcun modo nella vicenda, anzi la stessa si è sempre mostrata contraria alla finalizzazione del progetto, cambiando idea successivamente forse nel tentativo di portare in città uno spirito diverso in cerca di novità e nuove emozioni.

Tra gli imprenditori e rappresentanti politici coinvolti nell’inchiesta troviamo Adriano Palozzi, esponente Forza Italia Provincia di Roma, il noto imprenditore Luca ParnasiMichele Civita ex assessore regionale all’Urbanistica anch’esso esponente politico del PD, ma la situazione più preoccupante riguarda l’avvocato Luca Lanzalone, presidente Acea che insieme a Civita e Palozzi si trova agli arresti domiciliari, mentre Luca Parnasi e alcuni dei suoi collaboratori più vicini sono in attesa dei prossimi aggiornamenti da dietro le sbarre.

All’interno dell’occhio del ciclone sono finiti anche alcune delle figure più rappresentative del Movimento 5stellePaolo Ferrara, Davide Bordoni e Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma.

L’integrità della condotta di Davide Bordoni è stata messa in dubbio grazie ad un’intercettazione in cui egli stesso affermerebbe l’esistenza di una tangente dall’importo però ancora sconosciuto.
Il progetto di un nuovo stadio completamente dedicato alla squadra della Roma doveva sorgere in zona Tor di Valle, CODACONS (Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) si è mostrata indignata dinnanzi ad un polverone simile, invitando addirittura i tifosi giallorossi a chiedere un risarcimento per il danno morale subito.

Sono molteplici le voci che circolano sul destino segnato di questo nuovo progetto, alcuni credono che sia stato solo momentaneamente bloccato per lasciar procedere le indagini e venire a capo di questo fitto e deludente mistero, altri invece sostengono che il progetto per ripartire dovrebbe essere azzerato e rielaborato in attesa di una nuova delibera da parte dell’Assemblea Capitolina nei confronti di una nuova società che si faccia carico del nuovo progetto da innestare in una zona diversa della città.

In entrambi casi si spera che questa situazione si concluda nel migliore dei modi e che la verità a riguardo sia portata alla luce, ma soprattutto si spera che la Roma possa avere il suo nuovo stadio coronando il sogno di migliaia di tifosi.

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