Spaccarotella libero: concessa la semilibertà all’assassino di Gabbo

L’ex poliziotto doveva scontare 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario: torna libero dopo 5

Tra pochi giorni (11 novembre) ricorreranno 10 anni dalla morte assurda di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola mentre dormiva in macchina. Per un crudele scherzo, proprio nei giorni scorsi il suo assassino Luigi Spaccarotella è tornato libero: dopo appena 5 anni dal suo ingresso in carcere, all’ex agente della Polstrada che sparó all’auto in cui dormiva Gabbo per tentare di fermarla, è stata concessa la semilibertà e potrà infatti uscire dal carcere in orario diurno.

In passato la richiesta di semilibertà era stata respinta per la mancanza di un lavoro stabile: nessuna azienda di Arezzo e dintorni aveva voluto assumerlo, così l’ex poliziotto aveva chiesto il trasferimento in Calabria, dove vivono i genitori. Di Luigi Spaccarotella si erano perse le tracce: non si era mai saputo se la richiesta di trasferimento fosse stata accettata o meno, poi la notizia del lavoro in una Misericordia vicino al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere come volontario e ora la concessione della semilibertà.

La vicenda è tristemente nota: l’11 novembre 2007 Gabriele Sandri sta andando a San Siro a vedere Lazio – Inter con alcuni amici. Ha trascorso la notte in discoteca, dove lavorava come dj, quindi sta dormendo sul sedile posteriore dell’auto quando questo si ferma all’area di servizio Badia del Pino nei pressi di Arezzo lungo l’autostrada A1. Scoppiano dei tafferugli con dei tifosi juventini, l’auto riparte, ma dall’altro lato della carreggiata Luigi Spaccarotella vede la scena e in un attimo di lucida follia estrae la pistola, prende la mira e spara, a sua detta per fermare l’auto che secondo lui stava fuggendo dopo una rapina. Nella confusione del momento gli amici di Gabriele non si accorgono subito dell’accaduto, pensano che a colpire l’auto sia stato un sasso o un altro oggetto contundente e non si fermano, non possono immaginare la verità. Per Gabriele non c’è nulla da fare.

Per questo gesto assurdo e incomprensibile Spaccarotella era stato condannato a 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario, al termine di una lunga e intricata vicenda processuale in cui la difesa sosteneva la tesi dell’omicidio colposo. Alla fine le perizie smentirono la ricostruzione secondo cui il proiettile mortale era stato deviato dalla rete metallica che recinta la carreggiata dell’autostrada. Spaccarotella ha sparato ben consapevole del rischio di uccidere e il suo gesto sconsiderato avrebbe potuto portare conseguenze ben più gravi se il proiettile avesse colpito un auto in corsa.

In questi anni l’assassino non ha mai chiesto scusa alla famiglia Sandri, né ha mai mostrato segni di pentimento. Adesso, dopo aver scontato poco più di metà della pena, Spaccarotella è tornato libero, gettando altro sale su una ferita mai rimarginata, per effetto di una decisione discutibile e sicuramente inopportuna per le tempistiche.

Intanto sabato 11 novembre Gabriele sarà ricordato a 10 anni dalla scomparsa con un’iniziativa della Fondazione Gabriele Sandri: sit in sotto la Curva Nord alle 14:30 e alle 17:00 messa nella chesa San Pio X alla Balduina, il quartiere dove diveva Gabbo.

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