Raggi a processo il 9 gennaio per il caso nomine

Fissata la prima udienza: il sindaco dovrà rispondere all’accusa falso documentale in atto pubblico

Virginia Raggi andrà a processo il 9 gennaio: è stata infatti fissata per tale data l’udienza preliminare in cui il sindaco dovrà difendersi dall’accusa di falso documentale in atto pubblico nell’ambito del caso nomine, dopo il rinvio a giudizio chiesto dalla Procura di Roma.

Al centro della questione la nomina di Renato Marra da ufficiale del Corpo di Polizia Municipale a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio, con un considerevole aumento di stipendio. Renato è fratello di Raffele Marra, ex braccio destro della Raggi e anche ex direttore del Personale in Campidoglio, fino al suo arresto per corruzione nel dicembre del 2016. La nomina è stata successivamente revocata.

In particolare l’accusa di falso riguarda la testimonianza che Virginia Raggi rese ai funzionari dell’Anticorruzione del Comune in merito alla nomina di Marra, affermando che il ruolo di Raffaele era stato “di mera pedissequa esecuzione”. Ma gli accertamenti del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Francesco Dall’Olio svelano una realtà completamente diversa, che emrge inequivocabilmente dallo scambio di messaggi tra il sindaco e il suo ex braccio destro. Marra, a proposito dell’aumento di stipendio del fratello scrive a Raggi: “Se lo avessi fatto vicecomandante i soldi erano gli stessi”. Il sindaco risponde: “Infatti abbiamo detto vice no. Doveva restare dov’era con Adriano (Meloni, assessore al Turismo, ndr)”. E ancora l’ex direttore del personale: “Infatti con Adriano il posto era quello di cui abbiamo sempre parlato”. Nei confronti di Raffaele Marra, già accusato di corruzione, è scattata anche l’imputazione per abuso d’ufficio.

Sembrerebbe che gli avvocati Emiliano Fasulo e Alessandro Mancori, legali del sindaco Raggi, siano intenzionati a chiedere il rito ordinario.

Di sicuro il processo e la probabile condanna, viste le prove piuttosto inequivocabili, rischiano rischia di diventare una grana difficile da gestire per il Movimento 5 Stelle, che finora a Roma ha deluso le aspettative sotto tutti i punti di vista e che proprio nel periodo in cui inizierà il processo si troverà in campagna elettorale per le elezioni regionali.

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