Multe corsia preferenziale Portonaccio: ricorsi e denunce

Pioggia di problemi sul Comune per le multe a chi è transitato nella corsia preferenziale non segnalata. Ricorsi, denunce e lo spettro del danno erariale

Non si placano le polemiche per le multe a chi è transitato nella corsia preferenziale a via di Portonaccio. Nell’incontro di venerdì scorso con i cittadini della zona, a cui ha partecipato anche il comitato Uniti contro le multe in via di Portonaccio, il consigliere M5S Enrico Stefàno, colui che ha voluto la preferenziale della discordia su via di Portonaccio, ha scaricato la responsabilità sui tecnici: “Abbiamo detto: cari uffici verificate se ci sono le condizioni per l’annullamento in autotutela delle multe. Gli uffici interpellati non hanno ritenuto esserci i presupposti per annullare le multe. Come parte politica abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Abbiamo dato l’input di ripristinare la preferenziale, i progetti poi li fanno gli uffici”. Un atteggiamento che ricalca quello che l’amministrazione pentastellata sta tenendo su molti problemi della capitale, addossando continuamente le colpe agli “altri”, come se pulendosi la coscienza i problemi venissero magicamente risolti.

Non accennano a spegnersi infatti le polemiche sulla vicenda, su cui ora indaga anche la Corte dei Conti e che presto finirà in Tribunale. Di fronte alle richieste dei giudici, anche il Comune dovrà finalmente assumersi le sue responsabilità sulla spinosa questione delle multe a Portonaccio.

Corsia preferenziale Portonaccio: un passo indietro

Prima di spiegare il caos di questi giorni, ripercorriamo brevemente le tappe salienti della vicenda. Il 20 aprile su via di Portonaccio, direzione Tiburtina, è stata riattivata la corsia preferenziale ormai soppressa da anni. Enrico Stefàno aveva celebrato l’iniziativa come una sua vittoria personale, facendosi immortalare con gli operai che disegnavano la segnaletica orizzontale sull’asfalto. Le telecamere sono state attivate il 2 maggio, ma a causa di una scarsa comunicazione e di una segnaletica piuttosto carente, il provvedimento non è stato praticamente recepito e migliaia di automobilisti hanno continuato a transitare ignari di tutto. In questo modo si è arrivati velocemente a 235.000 multe e c’è chi, passando lì tutti i giorni, è arivato a collezionare oltre 40 verbali.

Da qui si è ridotto il numero delle auto, ma ha iniziato a montare veemente la protesta dei cittadini, che si sono mobilitati e hanno dato vita ad una valanga di ricorsi che ora rischiano seriamente di gravare sulle già dissestate casse comunali.

Multe Portonaccio: indaga la Corte dei Conti

Ieri è stato reso noto che i magistrati della procura regionale della Corte dei Conti, coordinata da Andrea Lupi, hanno avviato un’inchiesta, prendendo in considerazione l’ipotesi che il Campidoglio venga condannato a risarcire le oltre 300.000 multe: dopo l’accoglimento dei primi ricorsi infatti, tale ipotesi è tutt’altro che remota. In questo caso si configurerebbe un evidente danno erariale, di cui la Corte vuole accertare la responsabilità .

Il rischio era stato già stato segnalato dal comitato Uniti contro le multe in via di Portonaccio, che aveva presentato un’instanza al Comune. Di fronte al silenzio del Campidoglio, il comitato sta ora presentando un esposto in procura: “Pensiamo ci sia stata un’omissione in atti d’ufficio”, sostiene Leandro Casini, esponente del comitato. “L’allarme è stato scientemente ignorato, anche di fronte a quella che era la soluzione più semplice, ovvero l’autotutela”.

Anche dalla politica arrivano strali contro il Comune e la minaccia di un secondo esposto alla Corte dei Conti da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera dopo i primi ricorsi vinti: “Certamente è una prima sentenza ma vista la valanga di ricorsi direi che per i 5 Stelle si mette male. D’altronde la mozione a mia firma – votata all’unanimità dall’Aula ma disattesa poi dai grillini – prevedeva una moratoria e conferma che, se si fosse dato seguito a quel provvedimento, la situazione a luglio sarebbe stata ancora risolvibile. Se adesso l’Amministrazione dovesse essere condannata per tutti i ricorsi quanto costerà alle casse comunali la furbata targata 5 Stelle? Sicuramente una cifra astronomica, valuteremo la possibilità di presentare un esposto alla Corte dei Conti”.

Continuano i ricorsi contro le multe di Portonaccio

Aumenta intanto il numero dei ricorsi vinti contro le multe elevate ai trasgressori del divieto di transito nella corsia preferenziale di via di Portonaccio: i dossier e le prove contro il Comune non sembrano lasciare molti dubbi anche sugli esiti dei dibattimenti che sono stati rinviati a febbraio. In particolare  ci si aspetta che saranno accolti tutti i ricorsi presentati entro il 12 luglio, data in cui il Comune ha rifatto la segnaletica, ammettendo di fatto le sue responsabilità nel difetto di comunicazione ai cittadini.

Oltre agli uffici del Giudice di Pace, anche quelli del Prefetto sono sommersi dai ricorsi: in questo caso gli impiegati hanno già lanciato l’allarme in quanto molto probabilmente vista l’enorme mole di pratichge non riusciranno a rispondere entro i termini (210 giorni per decidere e 150 per notificare l’eventuale ordinanza ingiunzione di pagamento). Decorso i termini, tutti i ricorsi inevasi saranno accolti in virtù del silenzio assenso. Molti avvocati hanno scelto questa strada perché il rigetto del Prefetto non preclude la possibilità di impugnare la sanzione di fronte al Giudice di Pace per un ulteriore ricorso.

Come se non bastasse, molte associazioni stanno preparando i ricorsi anche per chi ha già pagato le sanzioni amministrative comminate: se l’orientamento comune della Giurisprudenza sarà quello di accogliere i ricorsi, molto probabilmente si aprirà la strada anche alle richieste di risarcimento, con un nuovo esposto in procura. A quel punto il Comune non potrà più continuare a fare finta di niente.

 

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