Alla Casa del Cinema un viaggio nel tempo: Arca russa tra cinema, arte e memoria
10/01/2026
La collaborazione tra Fondazione Cinema per Roma e Galleria Borghese prosegue lungo una traiettoria che mette in dialogo linguaggi, epoche e forme di racconto. Una volta al mese, la Casa del Cinema ospita una proiezione pensata come estensione ideale delle mostre temporanee o della collezione permanente della Galleria, costruendo un ponte tra l’esperienza museale e quella cinematografica. A gennaio, questo percorso si misura con uno dei film più radicali e complessi mai realizzati: Arca russa di Aleksandr Sokurov.
La scelta non è casuale. Il film, uscito nel 2002, continua a interrogare lo spettatore sul rapporto tra storia, identità e continuità culturale, temi che attraversano anche la riflessione museale contemporanea. La proiezione diventa così un’occasione per osservare come il cinema possa farsi spazio di pensiero, capace di dialogare con le opere d’arte senza illustrarle né commentarle, ma evocandone lo stesso respiro profondo.
Un film che attraversa i secoli in un solo sguardo
Arca russa è noto per una scelta formale che, ancora oggi, mantiene intatta la propria forza destabilizzante: l’intero film è girato in un unico piano sequenza. La macchina da presa si muove senza interruzioni attraverso le sale dell’Ermitage di San Pietroburgo, accompagnando uno sguardo invisibile che attraversa tre secoli di storia russa. Zar, aristocratici, ufficiali, artisti e cittadini comuni appaiono e scompaiono come presenze effimere, legate da un flusso continuo che rifiuta ogni scansione tradizionale del tempo.
Questa continuità visiva non è un esercizio di stile, ma una dichiarazione poetica. Sokurov costruisce un racconto in cui passato e presente convivono, si sovrappongono, si interrogano a vicenda. Il museo, luogo per definizione dedicato alla conservazione, diventa uno spazio vivo, attraversato da voci, musiche, gesti quotidiani e grandi eventi storici, senza gerarchie né spiegazioni didascaliche.
Cinema e museo: una relazione che genera senso
Inserire Arca russa nel programma condiviso tra Casa del Cinema e Galleria Borghese significa proporre una riflessione più ampia sul ruolo delle istituzioni culturali. Il film suggerisce che la memoria non è un archivio statico, ma una materia in movimento, fragile e necessaria, che richiede attenzione e ascolto. In questo senso, il dialogo con la Galleria Borghese si gioca sul terreno della responsabilità culturale: custodire il passato senza trasformarlo in reliquia, renderlo accessibile senza svuotarlo di complessità.
La visione in sala consente di cogliere pienamente la dimensione immersiva dell’opera, affidata al movimento costante della macchina da presa e a una costruzione sonora che avvolge lo spettatore, invitandolo a un’esperienza di osservazione lenta, partecipe, priva di scorciatoie narrative.
Informazioni pratiche
La proiezione si inserisce nel ciclo di appuntamenti curati congiuntamente da Fondazione Cinema per Roma e Galleria Borghese. Dettagli su data, orari e modalità di prenotazione sono disponibili sul sito ufficiale della Casa del Cinema, nella sezione dedicata all’evento.
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