“A qualcuno piace classico” torna a Palazzo Esposizioni: il noir come bussola della quindicesima edizione
13/01/2026
Con l’avvio del 20 gennaio 2026 a Palazzo Esposizioni Roma, la rassegna “A qualcuno piace classico. Appunti di storia del cinema” riprende il suo passo da appuntamento fisso, arrivando alla quindicesima edizione e distendendosi fino al 26 maggio 2026, con l’idea di riportare in sala un cinema che, proprio perché appartiene a un altro tempo produttivo e morale, continua a parlare al presente senza chiedere aggiornamenti di linguaggio.
Un noir come asse portante, tra Technicolor e “modernizzazione” del genere
Nel programma di quest’anno il noir non compare come etichetta ornamentale, perché viene messo al centro fin dall’apertura e dalla chiusura: “Femmina folle” di John M. Stahl inaugura la rassegna e “Strade violente” di Mann la saluta, con una scelta che lega due momenti diversi della grammatica noir, dalle sue tensioni melodrammatiche alla sua torsione più nervosa e urbana.
A rendere più interessante il percorso è la maniera in cui la rassegna allarga il perimetro del genere, includendo titoli che ne condividono fatalismo e atmosfera pur attraversando altri temi, come “Fuggiasco” di Carol Reed, dove la dimensione politica della questione nordirlandese entra nel racconto, o “La caccia” di Arthur Penn, costruito attorno alla figura dell’uomo braccato e a un clima sociale che brucia sotto la superficie.
E poiché “noir” è anche una storia di influenze e ritorni europei, trova posto un omaggio al cinema francese con “Volto segreto” di Claude Chabrol, proposto come rarità in pellicola 35mm.
Pellicola, muto con accompagnamento dal vivo e avanguardie: il classico che cambia forma
Accanto al noir, la rassegna conserva la sua struttura “a costellazione”, alternando registri e tradizioni: torna la serata dedicata al cinema muto con accompagnamento dal vivo, con “L’angelo del focolare” di Dreyer accompagnato al pianoforte, scelta che rimette al centro il rapporto fisico tra immagine e sala, tra ritmo del montaggio e presenza sonora.
Nel calendario compaiono inoltre passaggi che spostano l’orizzonte verso altri immaginari, dal mondo distopico de “La fuga di Logan” fino a “Él” di Buñuel, dove la figura maschile prevaricatrice diventa materia di analisi cinematografica e psicologica, mentre l’omaggio alle avanguardie si concentra su Man Ray, ricordato nel cinquantenario della morte anche per quella provocazione tecnica—fare cinema senza cinepresa—che resta, ancora oggi, un modo diretto di interrogare che cosa sia davvero un film.
Ingresso gratuito, prenotazioni e accesso: come funziona per chi vuole partecipare
L’accesso alle proiezioni è impostato sulla gratuità, con ingresso libero fino a esaurimento posti e prenotazione consigliata tramite le pagine dedicate ai singoli film, attivabile generalmente dalla mattina del giorno precedente e valida fino a poche ore prima della proiezione, con la raccomandazione di presentarsi in anticipo perché, se si arriva tardi, il posto può essere riassegnato a chi è in attesa.
Per orientarsi senza perdere tempo, il riferimento più comodo resta la pagina ufficiale della rassegna, che raccoglie anche date e titoli principali, mentre le schede dei singoli appuntamenti chiariscono di volta in volta modalità e orari.