A Bruxelles le città metropolitane chiedono più spazio nelle politiche europee
06/04/2026
Si è conclusa a Bruxelles la missione della delegazione di EMA - European Metropolitan Authorities, che ha incontrato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto in un confronto dedicato al futuro delle politiche territoriali dell’Unione. Alla missione ha partecipato anche il vicesindaco metropolitano Pierluigi Sanna, insieme ai rappresentanti di alcune delle principali aree metropolitane europee. L’incontro ha avuto anche un riscontro sul portale audiovisivo della Commissione europea, che ha documentato la visita istituzionale. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Il colloquio arriva in una fase particolarmente sensibile per l’assetto delle prossime politiche comunitarie. Sul tavolo ci sono la definizione del Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, il ruolo della politica di coesione e il rapporto tra istituzioni europee, Stati membri e grandi aree urbane. La delegazione di EMA ha consegnato formalmente a Fitto la Dichiarazione politica adottata nel corso del 10° Forum di Barcellona, rilanciando una richiesta precisa: riconoscere alle metropoli un ruolo diretto nella governance europea e nella gestione delle grandi sfide sociali, ambientali ed economiche.
Le metropoli chiedono un ruolo diretto nella governance europea
Nel corso dell’incontro, Pierluigi Sanna e gli altri rappresentanti delle città coinvolte hanno insistito sulla necessità di superare una visione in cui le aree metropolitane restano semplici destinatarie di decisioni prese altrove. La posizione espressa dalla delegazione è chiara: le città non possono essere considerate soltanto strumenti attuativi o soggetti subordinati, ma devono entrare a pieno titolo nei processi di definizione delle strategie europee.
Accanto alla Città metropolitana di Roma Capitale erano presenti esponenti di Barcellona, Strasburgo, Milano, Torino, Amsterdam, Lisbona e Helsinki, a conferma di una rete che prova a parlare con una voce comune su temi ormai centrali nell’agenda europea. Tra le priorità discusse figurano il rafforzamento della politica di coesione, la difesa degli Investimenti Territoriali Integrati e l’attuazione della Nuova Agenda Urbana, con una richiesta esplicita di governance meno centralizzate e più aderenti alle esigenze concrete dei territori.
La richiesta avanzata da EMA si inserisce in un contesto in cui la Commissione europea ha già ribadito, anche negli ultimi mesi, la volontà di rafforzare il ruolo delle città nelle politiche comunitarie, presentando una vera e propria Agenda europea per le città. In questo quadro, il confronto con le autorità metropolitane acquista un peso politico maggiore, perché riguarda non soltanto la distribuzione delle risorse, ma anche la capacità dell’Europa di tradurre le proprie strategie in interventi visibili nella vita quotidiana dei cittadini. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Fondi europei, coesione e capacità di spesa al centro del confronto
Uno dei passaggi più significativi emersi durante la missione riguarda il tema della gestione diretta delle risorse. Nel suo intervento, il vicesindaco Pierluigi Sanna ha richiamato la capacità dimostrata dalle aree metropolitane nell’utilizzo di fondi importanti, citando in particolare l’esperienza maturata con il Pnrr. L’argomento è politico prima ancora che tecnico: se le città hanno mostrato di saper programmare e spendere risorse complesse, sostengono i membri di EMA, allora devono essere messe nelle condizioni di partecipare in modo più incisivo alla costruzione delle future politiche europee.
Il confronto con Fitto ha dunque assunto il valore di un passaggio istituzionale che va oltre la semplice consegna di un documento. Per la delegazione, l’obiettivo è aprire una stagione in cui le metropoli siano interlocutori stabili della Commissione, dentro una partnership fondata su fiducia, responsabilità condivisa e capacità di produrre risultati misurabili. Una richiesta che intercetta anche il dibattito più ampio sul futuro della coesione europea e sul modo in cui i fondi comunitari potranno essere utilizzati nel prossimo ciclo di programmazione.
Da Bruxelles, il messaggio che arriva è netto: le aree metropolitane chiedono di essere riconosciute come nodi strategici per l’innovazione, la transizione ecologica e la coesione sociale. Per Roma e per le altre grandi città europee presenti all’incontro, il prossimo negoziato sul bilancio Ue rappresenta un banco di prova decisivo. La sfida non riguarda soltanto l’ammontare delle risorse disponibili, ma il modello di Europa che si vuole costruire e il grado di fiducia che le istituzioni comunitarie intendono accordare ai territori che, ogni giorno, misurano sul campo l’efficacia delle politiche pubbliche.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to